20,00€ 19,00€
Questo romanzo di fantapolitica, scritto nel 1903, è ambientato nel passaggio da un millennio all’altro, e racconta, in modo straordinariamente profetico, la disgregazione del mondo occidentale esattamente come la stiamo vivendo: decadenza della politica, della religione, dei costumi e della morale. Come scrisse P. Jahier, che ne curò la prima edizione italiana, questo libro nasce dall’attività di Halévy come conferenziere presso le università popolari.
Questo romanzo di fantapolitica, scritto nel 1903, è ambientato nel passaggio da un millennio all’altro, e racconta, in modo straordinariamente profetico, la disgregazione del mondo occidentale esattamente come la stiamo vivendo: decadenza della politica, della religione, dei costumi e della morale. Come scrisse P. Jahier, che ne curò la prima edizione italiana, questo libro nasce dall’attività di Halévy come conferenziere presso le università popolari.
Qui viene tradotto, per la prima volta, il racconto di Halévy, Un episodio.
Daniel Halévy, caro amico di Sorel e di Péguy e celebrato autore di una eccezionale biografia di Nietzsche, viene introdotto in Italia da Giuseppe Prezzolini, che nel 1911 pubblica nei “Quaderni della Voce” il breve romanzo utopico Histoire de quatre ans (1997-2001) , intitolandolo Il castigo della democrazia. Halévy, spiega l’edizione prezzoliniana, «tenne molte conferenze alle università popolari, e la narrazione che pubblichiamo fu appunto immaginata per dare a degli operai, ad un pubblico ostile all’aristocrazia, alla morale e alla guerra, un’idea di quello che potrebbe essere una aristocrazia, una morale, una guerra, rampollata dai suoi istinti. Un brogliaccio, dunque, che con molta probabilità andò ampliandosi fra le mani di Halévy quasi naturalmente ogni volta che egli parlava a un pubblico di giovani sindacalisti soreliani o comunque malcontenti per quella che agli occhi loro era la degenerazione del movimento socialista e di una vera democrazia». La società immaginata nel 1903, anno della pubblicazione originale, è profeticamente attuale, con il dilagare dell’abolizione del lavoro, la degenerazione dei costumi privati e pubblici, l’aumento delle patologie mentali, l’abuso di stupefacenti e dell’alcool, la diffusione della pornografia e addirittura lo scoppio di una pandemia che miete vittime tra gli europei fiaccati dagli stravizi. Quello che purtroppo non si è ancora verificato è il lento formarsi di una élite dal duplice influsso della scienza dell’igiene e dalla rinascita di vincoli comunitari che, di fronte alla minaccia della Russia e dei popoli di Asia, riesce a formare una unità politica europea.
Daniel Halévy (1872-1962), amico di Sorel e compagno di scuola di Proust, milita nel movimento per l’innocenza del capitano Dreyfus e collabora ai “Cahiers de la Quinzaine” diretti da Charles Péguy, dove appare la prima edizione di questo libro. È autore di monografie su Vauban, di studi sul pensiero di Proudhon, sulla storia della Francia post-rivoluzionaria e del movimento operaio. Nel catalogo OAKS sono già apparsi: Nietzsche (2019) e, a cura di Francesco Ingravalle, L’accelerazione della storia (2019), Il caso Dreyfus (2021), Appunti sulla lunga Rivoluzione francese (2023), Wilson e la democrazia americana (2023) e La fine dei notabili (2025).
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791281704367 |
|---|---|
| A cura di | Francesco Ingravalle, Gianfranco De Turris |











